Coronavirus covid 19 Regione Piemonte aggiornamenti 27 febbraio

Coronavirus: gli aggiornamenti 27 febbraio

Autore Gianni Gennaro Gianni.Gennaro@regione.piemonte.it

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Giovedì 27 febbraio

Ore 22. Gli astigiani ad Alassio domani in Piemonte. Il presidente della Regione ha annunciato che gli astigiani tuttora in albergo ad Alassio saranno sottoposti domani al tampone per verificare se esistano ulteriori casi positivi al Coronavirus. Tutti coloro che risulteranno negativi e asintomatici saranno riportati in ambulanza in Piemonte e ospitati presso la Casa del Pellegrino di Villanova d’Asti per l’isolamento, dove saranno assistiti da personale sanitario e della Protezione civile.

Si può così garantire a queste persone di essere accolte in una struttura più vicina alle loro abitazioni e con una assistenza maggiore: si tratta di anziani, che sono i soggetti più a rischio, e devono essere monitorati con attenzione. Così facendo sarà garantita la loro sicurezza e quella delle altre persone. Nessuno potrà uscire dalla struttura, né entrarvi a tutela loro e degli altri. La Regione Piemonte, ha concluso il presidente, non lascia da solo nessuno.

Ore 21. Si punta a norme meno restrittive. La Regione Piemonte punta, allo scadere dell’ordinanza valida fino al 29 febbraio, a norme meno restrittive che conducano gradualmente verso la normalità, con la riapertura delle scuole agli studenti dalla metà della prossima settimana. Lo ha annunciato il presidente alla fine di un incontro con sindaci, prefetti e presidenti delle Province piemontesi.

Secondo il presidente, i cinque nuovi casi di oggi, pur condizionati alla verifica dell’istituto superiore di Sanità, dimostrano che il problema persiste. Dalle Province è emersa la volontà di un ritorno alla normalità, ma con grande prudenza e cautela. La proposta al ministro della Salute è che le scuole riaprano lunedì per un’azione di pulizia straordinaria e  disinfezione, per poi aprire agli allievi da metà settimana. Al Governo viene chiesta una risposta entro domani, per non possiamo lasciare le famiglie in sospeso fino a domenica a tarda sera.

Ore 20.30. Probabile nuovo caso ad Asti. Una seconda persona, sempre appartenente alla prima comitiva astigiana ospitata all’hotel di Alassio dal 4 al 18 febbraio, è risultata positiva al test e si trova attualmente ricoverata in ospedale ad Asti. Il paziente rientra nella condizione di “caso probabile”, in attesa della convalida delle analisi da parte dell’Istituto superiore di Sanità.

Al momento, dunque, in Piemonte risultano un caso conclamato a Torino e cinque casi probabili (due ad Asti e tre a Novara)

Ore 17.45. Misure per l’economia. Una moratoria sui mutui delle aziende e uno stanziamento di un milione di euro: è quanto mette in campo la Regione Piemonte per fronteggiare le difficoltà economiche causate dal Coronavirus. Gli interventi sono stati annunciati dall’assessore al Bilancio oggi in I Commissione consiliare. Per la moratoria la Regione ha aperto il confronto con Abi e le associazioni imprenditoriali.

L’assessore evidenzia anche che senza lo Stato le Regioni possono fare poco. Per questo è aperta la discussione con il Governo, insieme alle altre Regioni, per un piano di sostegno che equipari le zone gialle come il Piemonte a quelle rosse”.

Ore 17.20. Studenti di medicina volontari al numero verde 800.19.20.20. Da oggi e fino all’11 marzo, con possibilità di proroga, 78 studenti della Scuola di Medicina dell’Università di Torino, coordinati dall’Unità di crisi della Regione Piemonte sul Coronavirus, sono impegnati per garantire volontariamente la copertura 24 ore su 24 di due postazioni telefoniche del numero verde sanitario 800.19.20.20 per dare informazioni ai cittadini sulle misure da adottare per fronteggiare in maniera corretta la situazione. L’iniziativa coinvolge neolaureati e studenti del V e del VI anno dei due corsi di laurea in Medicina e Chirurgia iscritti a Torino e Orbassano.

Ore 15.45. Tre casi probabili a Novara. Una famiglia del Novarese, i due genitori e il figlio minorenne, è da ieri sera precauzionalmente ricoverata all’ospedale di Novara in attesa che l’Istituto superiore di Sanità convalidi o meno l’esito delle prime analisi che hanno dato risultato positivo al primo test sul Coronavirus, collocando i pazienti nella definizione di “caso probabile”. Al momento, tutti e tre non presentano particolari sintomi. Il padre ha dichiarato di aver avuto contatti con persone residenti nella “zona rossa” della Lombardia.

Ore 14.30. Incontro per il ritorno degli anziani astigiani. La Regione ha dato la disponibilità ad accogliere in un luogo sicuro in Piemonte, quando sarà accertata la negatività ai test attualmente in corso, la comitiva di anziani di Asti in questo momento in quarantena in un hotel di Alassio.

Questa disponibilità è stata manifestata nel corso di un incontro che il presidente della Regione, il vicepresidente e l’assessore alla Protezione civile della Regione (questi ultimi astigiani), i prefetti e i sindaci di Torino e Asti, il presidente della Provincia di Asti, il coordinatore generale dell’Unità di crisi della Regione Piemonte svoltosi presso la Prefettura di Torino.

Ore 13.30. Caso positivo ad Asti. È risultata positiva al test la paziente ricoverata ieri nell’ospedale Cardinal Massaia di Asti e facente parte del gruppo di astigiani ospitato presso un hotel di Alassio dal 4 al 18 di febbraio. In attesa della validazione del test da parte dell’Istituto superiore di sanità gli appartenenti al gruppo sono stati posti sotto sorveglianza attiva presso il loro domicilio.

Altre quattro persone, appartenenti al secondo gruppo di astigiani in soggiorno nell’hotel di Alassio e risultate anch’esse positive al test, sono ricoverate nell’ospedale San Martino di Genova.

Ore 13.15. Meno chiamate al numero verde sanitario. Sono in diminuzione le telefonate ricevute dal numero verde sanitario 800.19.20.20 dedicato alle persone che abbiano il dubbio di aver contratto il virus. Ieri le chiamate gestite sono state 1.154, una settantina in meno rispetto a martedì. Le telefonate al 112 sono tornate sui consueti livelli, dopo il picco registratosi domenica e lunedì, consentendo quindi una corretta gestione dei casi di emergenza.