CORONA VIRUS COVID -19 22 MAGGIO

CORONA VIRUS: gli aggiornamenti dalla Regione Piemonte

Autore 

Gianni Gennari gianni.gennaro@regione.piemonte.it

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Venerdì 22 maggio

Ore 20. Nuova ordinanza della Regione. Il presidente Alberto Cirio ha firmato la nuova ordinanza, valida dal 23 maggio al 14 giugno, che introduce l’obbligo di utilizzo della mascherina in tutte le aree di pertinenza dei centri commerciali (ad esempio parcheggi e aree gioco) e dispone la chiusura degli esercizi di ristorazione e somministrazione alimenti massimo all’una di notte, lasciando ai sindaci la possibilità di introdurre maggiori restrizioni o particolari modalità di somministrazione (come fatto dal Comune di Torino) qualora ne riscontrassero l’esigenza per evitare assembramenti. Il testo

Ore 19. In arrivo le linee guida per i centri estivi. L’assessore Chiara Caucino comunica che lunedì presenterà agli enti interessati le linee guida che disciplineranno la programmazione e la gestione dei centri estivi. Il testo sarà poi approvato venerdì prossimo dalla Giunta.

“Il Governo – fa sapere Caucino – ha previsto l’inizio di queste attività il 15 giugno, ma con il presidente Cirio si sta cercando di anticipare, tanto che oggi è avvenuto un confronto con il ministro Speranza, per venire incontro alle esigenze delle famiglie con un servizio per loro essenziale. Rassicuro tutti che la Regione è assolutamente vigile e attiva su un tema che riteniamo fondamentale per dare supporto alle famiglie piemontesi”. Per approfondire

Ore 18. 14.423 pazienti guariti e 3.445 in via di guarigione. L’Unità di Crisi della Regione Piemonte comunica che i pazienti virologicamente guariti, cioè risultati negativi ai due test di verifica al termine della malattia, sono 14.423 (+669 rispetto a ieri), così suddivisi su base provinciale: 1347 (+40) Alessandria, 621 (+38) Asti, 624 (+37 ) Biella, 1486 (+66) Cuneo, 1302 (+71) Novara, 7538 (+340) Torino, 643 (+16) Vercelli, 740 (+59) Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 122 (+2) provenienti da altre regioni. Altri 3.445 sono “in via di guarigione”, ossia negativi al primo tampone di verifica, dopo la malattia e in attesa dell’esito del secondo.

Ore 18. I decessi diventano 3.757. Sono 15 i decessi di persone positive al test del Covid-19 comunicati dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte, di cui al momento registrato nella giornata di oggi (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).

Il totale è ora di 3.757 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi su base provinciale: 626 Alessandria, 223 Asti, 200 Biella, 355 Cuneo, 325 Novara, 1662 Torino, 204 Vercelli, 125 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 37 residenti fuori regione ma deceduti in Piemonte.

Ore 18. Il bollettino dei contagi. Sono 30.077 (+87 rispetto a ieri) le persone finora risultate positive al Covid-19 in Piemonte, così suddivise su base provinciale: 3835 Alessandria, 1767 Asti, 1029 Biella, 2720 Cuneo, 2652 Novara, 15.349 Torino, 1267 Vercelli, 1102 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 257 residenti fuori regione ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi e 99 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 79 (-4 rispetto a ieri), i ricoverati non in terapia intensiva 1414 (-65 rispetto a ieri). Le persone in isolamento domiciliare sono 6959. I tamponi diagnostici finora processati sono 276.633, di cui 152.729 risultati negativi.

Ore 15.30. Il Piemonte continua il percorso verso la completa ripartenza. I dati del secondo rapporto settimanale dell’Osservatorio Ripartenza dell’Ires, presentato al Gruppo di monitoraggio istituzionale Fase2, dicono che ad oggi la produzione economica è arrivata al 92% (+6% rispetto alla settimana scorsa), con 1.263.299 addetti tornati al lavoro, su un totale prima della crisi di 1.370.759. Per il vicepresidente Fabio Carosso “confermano che il Piemonte ha saputo reagire all’impatto della chiusura e che i cittadini hanno anche mostrato senso di responsabilità. Dobbiamo tenere l’allerta alta e continuare ad analizzare la situazione a tutti i livelli: sul fronte della vita sociale purtroppo oggi assistiamo ad un aumento della violenza domestica”. Per approfondire