CORONA VIRUS COVID-19 17 MAGGIO

CORONA VIRUS: gli aggiornamenti dalla Regione Piemonte

Autore 

Gianni Gennari gianni.gennaro@regione.piemonte.it

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Domenica 17 maggio

Ore 18.45. Premi al personale sanitario. L’assessore Luigi Icardi precisa che “sull’accordo sindacale sui 37 milioni di euro di premialità destinati al personale del Servizio sanitario regionale le trattative sono in corso. Ma, in ogni caso, né il Piemonte né nessuna altra Regione potrà mai distribuire un euro in più al personale finché il Governo non produrrà la norma che permetta di farlo”.

Ore 17. 11.975 pazienti guariti e 3.739 in via di guarigione. L’Unità di Crisi della Regione Piemonte comunica che i pazienti virologicamente guariti, cioè risultati negativi ai due test di verifica al termine della malattia, sono 11.975 (+428 rispetto a ieri), così suddivisi su base provinciale: 1090 (+29) Alessandria, 482 (+22) Asti, 525 (+2) Biella, 1232 (+49) Cuneo, 1038 (+12) Novara, 6328 (+258) Torino, 557 (+27) Vercelli, 619 (+29) Verbano-Cusio-Ossola, 104 (+0) provenienti da altre regioni.

Altri 3.739 sono “in via di guarigione”, ossia negativi al primo tampone di verifica, dopo la malattia e in attesa dell’esito del secondo.

Ore 17. I decessi salgono a 3612. Sono 18 i decessi di persone positive al test del Covid-19 comunicati nel pomeriggio dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte, di cui 1 al momento registrato nella giornata di oggi (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).

Il totale è ora di 3612 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi su base provinciale: 617 Alessandria, 217 Asti, 176 Biella, 336 Cuneo, 309 Novara, 1608 Torino, 197 Vercelli, 122 Verbano-Cusio-Ossola, 30 residenti fuori regione ma deceduti in Piemonte.

Ore 17. Il bollettino dei contagi. Sono 29.547 (+64 rispetto a ieri) le persone finora risultate positive al Covid-19 in Piemonte, così suddivise su base provinciale: 3796 Alessandria, 1748 Asti, 1023 Biella, 2688 Cuneo, 2574 Novara, 15.025 Torino, 1248 Vercelli, 1100 Verbano-Cusio-Ossola, 254 residenti fuori regione ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 91 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 101 (+1 rispetto a ieri), i ricoverati non in terapia intensiva 1620 (+58 rispetto a ieri). Le persone in isolamento domiciliare sono 8500. I tamponi diagnostici finora processati sono 249.371, di cui 138.585 risultati negativi.

Ore 11.30. Il Piemonte non è a rischio. In un’intervista rilasciata a La Stampa, il presidente Alberto Cirio sostiene che “la nostra non è una regione a rischio. Noi abbiamo tutti i parametri a posto. Oggi il famoso rapporto R con zero risulta essere a quota 0,34, quindi decisamente al di sotto dei livelli di guardia. Le uniche differenze riguardano qualche giorno in più per riaprire bar e ristoranti, aperti dal 23 maggio. Sono stati gli stessi ristoratori a chiederci qualche giorno in più per riaprire in sicurezza, soprattutto la ristorazione di eccellenza. I banchi extralimentari nei mercati torneranno da mercoledì perché occorre risistemare le piazze che li devono accogliere”.

L’immagine di un Piemonte fermo perché malato è quanto di più fuorviante – prosegue Cirio – tanto è vero che allo stato attuale in tutto il Paese le tre Regioni che il Governo e il Comitato tecnico-scientifico considerano sorvegliate speciali sono Lombardia, Umbria e Molise. La nostra esigenza è quella di una ripartenza sostenibile ed è quello che gli operatori ci hanno chiesto. Abbiamo voluto bilanciare la giusta cautela con la necessità della ripartenza e abbiamo trovato un giusto equilibrio tra il diritto al lavoro e il diritto alla salute. Insomma: un’ottima mediazione tra la prudenza e l’economia, per una regione che vuole aprire tutto ma aprire per sempre“.